Impatto dell’alimentazione sulla fertilità

Con l’arrivo del mese di dicembre e delle festività natalizie, molte delle nostre pazienti ci confessano che questo è uno dei periodi più difficili dell’anno per mantenere abitudini salutari.
Noi di Vida Fertility abbiamo sempre sostenuto che la fertilità debba essere affrontata da una prospettiva olistica, in cui medicina e nutrizione vanno di pari passo. Per questo motivo, in questo articolo abbiamo voluto approfondire il vero impatto della nutrizione sulla fertilità femminile e maschile, un argomento che genera molte domande, ma anche molta disinformazione.
In questa occasione, la dottoressa Marta Zermiani, ginecologa esperta in riproduzione assistita presso Vida Fertility Madrid, dialoga con la nutrizionista collaboratrice specializzata in fertilità Simona Giri per offrire una visione congiunta, medica e nutrizionale, su come l’alimentazione sia uno strumento potente per migliorare l’ovulazione, la qualità degli ovociti e dello sperma, la salute dell’endometrio, l’equilibrio ormonale e l’impianto.

- 1. Marta, in che modo l’alimentazione influisce sulla nostra fertilità?
- 2. Puoi fornirci alcuni esempi di problemi di fertilità correlati a un’alimentazione scorretta?
- 3. Come si può capire se un paziente ha bisogno di aiuto in materia di alimentazione?
- 4. Questo influisce anche sulla fertilità maschile?
- 5. Simona, come lavori o procedi con i pazienti che hanno problemi di fertilità?
- 6. Che tipo di cambiamenti nutrizionali sono solitamente necessari per le pazienti (abitudini alimentari, integratori, antiossidanti, ecc.)?
- 7. Quanto tempo ci vuole di solito per vedere miglioramenti nella fertilità del paziente?
- 8. La disbiosi intestinale può avere un impatto sulla fertilità e quali sono gli approcci terapeutici correlati?
- 9. Vida Fertility Institute in Spagna
Marta, in che modo l’alimentazione influisce sulla nostra fertilità?
L’alimentazione influisce modulando peso, metabolismo, infiammazione e status micronutrizionale. Se questi meccanismi sono fuori equilibrio, anche la funzione riproduttiva ne risente.
Un peso troppo basso o troppo alto può disturbare la regolarità dei cicli e la qualità degli ovociti. Un’alimentazione ricca di zuccheri e cibi ultraprocessati favorisce insulino-resistenza e infiammazione, condizioni che possono ostacolare l’ovulazione. Al contrario, una dieta equilibrata fornisce vitamine e antiossidanti necessari per la maturazione ovocitaria e per un ambiente uterino favorevole.
L’alimentazione influisce anche sulla qualità dell’endometrio perché modula infiammazione, metabolismo e disponibilità di micronutrienti utili all’impianto. Un eccesso di zuccheri e grassi saturi aumenta infiammazione e insulino-resistenza, condizioni che possono rendere l’endometrio meno ricettivo. Al contrario, un’alimentazione ricca di frutta, verdura, cereali integrali, pesce e grassi insaturi favorisce una migliore perfusione e un ambiente più stabile per l’impianto. Carenze di folati, vitamina D, ferro e antiossidanti possono compromettere la crescita endometriale e la qualità della fase luteale. Una dieta equilibrata sostiene quindi uno spessore e una funzionalità endometriale più adeguati ai processi d’impianto.
Altro aspetto importantissimo é quello del microbiota endometriale. Il microbiota endometriale è l’insieme dei microrganismi presenti nella cavità uterina. Quando prevalgono specie “benefiche”, in particolare lattobacilli, l’endometrio mantiene un ambiente stabile, poco infiammatorio e più ricettivo all’impianto. Alterazioni della composizione (disbiosi) possono aumentare infiammazione locale, ridurre la qualità della risposta immunitaria e diminuire le probabilità di impianto spontaneo o dopo PMA. Il microbiota endometriale dipende direttamente da quello intestinale. Per questo lo stato dell’intestino e dell’endometrio è strettamente collegato: un microbiota intestinale equilibrato favorisce stabilità anche a livello uterino, mentre un intestino alterato può contribuire a un endometrio meno ricettivo.
Puoi fornirci alcuni esempi di problemi di fertilità correlati a un’alimentazione scorretta?
Esempi concreti includono:
- Anovulazione da sottopeso o diete troppo restrittive, con cicli irregolari o assenti.
- Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) aggravata da obesità o diete ricche di zuccheri, che altera ovulazione e qualità ovocitaria.
- Ridotta qualità ovocitaria dovuta a carenze di folati, vitamina D, ferro o antiossidanti.
- Ridotta ricettività endometriale, spesso correlata a infiammazione cronica, squilibri metabolici legati all’alimentazione o alterazioni del microbiota endometriale.
Come si può capire se un paziente ha bisogno di aiuto in materia di alimentazione?
Si può capire che un paziente ha bisogno di supporto nutrizionale osservando diversi segnali clinici. Per esempio, oscillazioni di peso significative, un indice di massa corporea molto basso o molto alto, oppure cicli irregolari o assenti possono indicare che l’alimentazione sta interferendo con la fertilità. Anche la presenza di insulino-resistenza, disturbi alimentari o carenze documentate di vitamine e minerali sono indicatori importanti. Nei casi di fallimenti riproduttivi o di trattamenti di procreazione assistita, valutare l’alimentazione diventa ancora più rilevante, perché correggere abitudini scorrette può migliorare ovulazione, qualità ovocitaria e ambiente uterino.
Questo influisce anche sulla fertilità maschile?
L’alimentazione influisce in modo diretto sulla fertilità maschile perché agisce su diversi meccanismi fondamentali della produzione e qualità degli spermatozoi. Un eccesso di calorie, soprattutto da zuccheri raffinati e grassi saturi, favorisce sovrappeso e obesità, condizioni che alterano l’equilibrio ormonale, riducono i livelli di testosterone e aumentano estrogeni circolanti, compromettendo la spermatogenesi.
Carenze nutrizionali di vitamine (C, D, E), folati, zinco, selenio e antiossidanti aumentano lo stress ossidativo nei testicoli, danneggiando DNA spermatico e riducendo motilità e morfologia degli spermatozoi. Molti studi evidenziano che un consumo eccessivo di caffè o caffeina può essere associato a un aumento dello stress ossidativo e a una maggiore frammentazione del DNA spermatico. La caffeina può aumentare la produzione di radicali liberi e ridurre l’efficienza dei sistemi antiossidanti nei testicoli, danneggiando il DNA degli spermatozoi. Tuttavia, consumi moderati (1–2 tazze di caffè al giorno) generalmente non mostrano effetti significativi sulla qualità spermatica.
Anche la disbiosi intestinale può influire indirettamente, attraverso infiammazione sistemica e alterazioni metaboliche che impattano la funzione testicolare.
Al contrario, una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce e grassi insaturi, favorisce un profilo ormonale stabile, riduce stress ossidativo e sostiene la produzione di spermatozoi di qualità, aumentando le probabilità di concepimento naturale o in tecniche di procreazione assistita.
Simona, come lavori o procedi con i pazienti che hanno problemi di fertilità?
Il mio approccio è sempre personalizzato e si concentra sull’ottimizzazione dello stato nutrizionale e della salute metabolica di entrambi i partner, se applicabile, come supporto al percorso di fertilità.
- Preferisco un approccio integrato, che può iniziare online o in presenza, garantendo flessibilità al paziente, soprattutto se già impegnato in percorsi medici.
- La Prima Visita si svolge con:
- Anamnesi Dettagliata: Raccolta di storia clinica (ginecologica/andrologica, pregressi tentativi di concepimento), stili di vita, contesto ambientale, storia clinica familiare e storia alimentare approfondita.
- Valutazione Nutrizionale: Calcolo dell’Indice di Massa Corporea (IMC) e, se possibile, analisi della composizione corporea. L’obiettivo è raggiungere un peso corporeo ottimale, in quanto sia il sovrappeso, l’obesità ma anche il sottopeso possono influire negativamente sulla fertilità.
- Revisione delle Analisi: Analisi complete del paziente/coppia (ormonali, profilo glicemico totale comprensivo di homa index per la valutazione della resistenza insulinica, profilo lipidico, ferro, vitamina D, vitamina B12 e folati etc..) per identificare eventuali carenze di micronutrienti o squilibri metabolici (come resistenza all’insulina o infiammazione) che possono essere corretti con la nutrizione.
- Definizione del Piano: Discussione degli obiettivi e impostazione di un piano nutrizionale e di integrazione specifico.
- Frequenza dei Follow UP:
- Inizialmente, i controlli sono di solito mensili per monitorare l’aderenza al piano, valutare le risposte metaboliche e, se necessario, apportare modifiche.
- Una volta stabilizzata la situazione e raggiunti gli obiettivi iniziali, la frequenza può essere ridotta a ogni 6-8 settimane, mantenendo il supporto continuo durante le fasi cruciali (ad esempio, prima di una Procreazione Assistita).
Che tipo di cambiamenti nutrizionali sono solitamente necessari per le pazienti (abitudini alimentari, integratori, antiossidanti, ecc.)?
I cambiamenti nutrizionali vengono elaborati e consigliati al fine di creare un ambiente corporeo meno infiammato e ottimizzare l’equilibrio ormonale. Essi riguardano prevalentemente:
- Abitudini Alimentari (Dieta Anti-infiammatoria/Basso Carico Glicemico):
- Vengono sostituiti i carboidrati semplici/raffinati (es. zuccheri, farinacei bianchi) con carboidrati complessi/integrali a basso indice glicemico (es. cereali integrali in chicco, legumi). Questo è cruciale per stabilizzare l’insulina, che può impattare sull’equilibrio ormonale.
- Viene aumentato l’apporto di grassi monoinsaturi e polinsaturi (es. Olio Extra Vergine d’Oliva, noci, semi, avocado, pesce grasso) per favorire la produzione ormonale e ridurre l’infiammazione.
- Vengono equilibrati i carichi proteici e la qualità delle proteine al fine di incoraggiare un salutare di proteine, preferendo fonti vegetali e pesce, e limitando carni rosse e lavorate e alimenti lavorati e ultraprocessati in genere.
- Viene rivisitato lo stato di idratazione, eliminando o riducendo drasticamente l’alcol, aumentando l’assunzione di acqua, monitorando il consumo di caffeina.
- Antiossidanti e Micronutrienti:
- Viene significativamente aumentato in maniera corretta il consumo di verdura (polpa rossa, arancione e foglie verdi) ed equilibrato il consumo di frutta, fonti primarie di vitamine, minerali e antiossidanti (es. acido folico, vitamina C, beta-carotene) che proteggono ovociti gli dallo stress ossidativo.
- Si possono contemplare degli Integratori. In questo caso l’integrazione è sempre mirata e basata sulle analisi.
Quanto tempo ci vuole di solito per vedere miglioramenti nella fertilità del paziente?
Il tempo necessario per osservare miglioramenti significativi nella fertilità correlati alla nutrizione è generalmente legato al ciclo di maturazione delle cellule riproduttive:
- Un cambiamento nutrizionale e di stile di vita profondo ha bisogno di almeno 3 mesi per influenzare l’andamento ormonale.
- I miglioramenti in parametri metabolici (es. glicemia, resistenza all’insulina, perdita di peso) possono iniziare ad essere visibili anche entro 4-8 settimane, ma l’effetto sulla fertilità richiede più tempo.
In sintesi, si raccomanda di mantenere il piano nutrizionale e di integrazione per almeno 3-6 mesi prima di valutare pienamente i risultati sulla fertilità.
La disbiosi intestinale può avere un impatto sulla fertilità e quali sono gli approcci terapeutici correlati?
La disbiosi intestinale, ovvero uno squilibrio nella composizione del microbiota intestinale (la popolazione di microrganismi che abita l’intestino), ha un impatto significativo sulla fertilità, in particolare attraverso due meccanismi chiave: l’infiammazione cronica e l’alterazione ormonale.
L’Impatto sulla Fertilità può essere legato a Disregolazione Ormonale (Estroboloma)
- Che cos’è: L’intestino ospita un sottoinsieme di batteri chiamato estroboloma, che produce un enzima (beta-glucuronidasi) capace di deconiugare gli estrogeni.
- L’Impatto della Disbiosi: In caso di disbiosi, l’estroboloma alterato può aumentare l’attività di questo enzima, portando al riassorbimento di estrogeni che dovrebbero essere eliminati.
- Conseguenze: Questo ricircolo eccessivo causa un eccesso di estrogeni nel corpo, alterando il delicato equilibrio ormonale necessario per l’ovulazione regolare, la preparazione dell’endometrio e la salute generale del ciclo mestruale. Tale squilibrio è collegato a condizioni come l’Endometriosi e la Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS).
Per quanto riguarda l’Infiammazione Cronica di Basso Grado
- Essa spesso danneggia la barriera intestinale (condizione nota come leaky gut o permeabilità intestinale) determinando una trasmigrazione dei batteri intestinali al di fuori del loro ambiente verso gli organi normalmente prossimi all’intestino
- L’Impatto: Le sostanze infiammatorie, come il lipopolisaccaride (LPS), possono passare nel flusso sanguigno e scatenare una risposta infiammatoria sistemica.
- Le Conseguenze sulla Fertilità riguardano:
- Qualità Ovocitaria e Spermatica: L’infiammazione e lo stress ossidativo danneggiano direttamente gli ovociti e gli spermatozoi, riducendone la qualità.
- Impianto Embrionale: L’infiammazione cronica a livello uterino e dell’endometrio può ostacolare l’impianto dell’embrione, riducendo le possibilità di successo in caso di concepimento naturale o assistito.
In questi casi si interviene attraverso un test del microbiota intestinale in grado di restituirci una fotografia fedele dello stato batterico del paziente e ciò permette un’azione mirata nell’intestino attraverso il ripopolamento dei batteri simbionti deficitari e attraverso la diminuzione dei patobionti che normalmente sono responsabili dello stato disbiotico. Una volta effettuato il test si può:
- Fase 1: Risanare e Ridurre l’Infiammazione attraverso un piano dietoterapico mirato ad eliminare quelli alimenti che possono contribuire allo stato di disbiosi e alla permeablità intestinale
- Fase 2: Ripopolare e Modulare il microbiota attraverso l’uso di integratori probiotici contenenti ceppi specifici che hanno dimostrato benefici nell’equilibrio ormonale o nella riduzione dell’infiammazione, di Prebiotici specifici in quanto substrtato del ceppo da ripopolare (es. inulina, frutto-oligosaccaridi)
- Fase 3: Mantenere l’Equilibrio (eubiosi) raggiunto con una Dieta Ricca di Fibre e Antiossidanti, con la giusta integrazione di Omega-3 in equilibrio con i grassi polinsaturi Omega-6 in modo da garantire uno stato antiinfiammatorio nel paziente
Questo approccio, quindi, non si limita a trattare il sintomo, ma mira a correggere la causa sottostante dello squilibrio metabolico e ormonale che può compromettere la fertilità.
Dopo aver esaminato sia il punto di vista medico che quello nutrizionale, è chiaro che l‘alimentazione è molto più di un semplice complemento: è un pilastro fondamentale in molti processi che hanno un impatto diretto sulla fertilità.
In questo periodo natalizio, il nostro messaggio è di calma. Non si tratta di rinunciare al piacere, ma di trovare un equilibrio che rispetti il tuo corpo e il tuo progetto riproduttivo.
Noi di Vida Fertility, sia il nostro team medico che i professionisti della nutrizione con cui collaboriamo, siamo qui per accompagnarti passo dopo passo. Se hai dubbi sulla tua alimentazione, se stai iniziando un trattamento o se stai cercando di migliorare la tua fertilità in modo globale, saremo lieti di valutarlo insieme a te.
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