Adenomiosi e riproduzione assistita: diagnosi, classificazione e trattamento personalizzato

adenomiosi

L’adenomiosi è una patologia uterina benigna in cui un tessuto simile all’endometrio si localizza all’interno del muscolo uterino, chiamato miometrio. Sebbene possa manifestarsi in forma isolata, può anche coesistere con altre patologie ginecologiche come l’endometriosi.

Abbiamo parlato con il dott. Sergio Rogel Cayetano, esperto in medicina riproduttiva, per capire perché l’adenomiosi influisca sulla fertilità e possa essere causa di infertilità femminile.

Dr. Sergio Rogel Cayetano gynaecoloog gespecialiseerd in vruchtbaarheid in Alicante

L’adenomiosi è una patologia uterina benigna in cui tessuto simile all’endometrio si localizza all’interno del muscolo uterino, chiamato miometrio. Sebbene possa manifestarsi in forma isolata, può anche coesistere con altre patologie ginecologiche come l’endometriosi.

Adenomiosi ed endometriosi: quali sono le differenze?

L’endometriosi e l’adenomiosi sono malattie distinte, non sono la stessa cosa.

Nell’endometriosi il tessuto simile all’endometrio si trova al di fuori dell’utero, ad esempio nelle ovaie, nelle tube di Falloppio o nella cavità pelvica.

Nell’adenomiosi, invece, questo tessuto cresce all’interno del miometrio, lo strato muscolare della parete uterina.

Entrambe le patologie possono coesistere nella stessa paziente, pertanto è importante effettuare un’adeguata valutazione medica per stabilire la diagnosi.

In che modo l’adenomiosi influisce sulla fertilità?

In termini di fertilità, l’adenomiosi può influire sull’impianto embrionale, aumentare il rischio di aborto o ostacolare l’andamento della gravidanza, specialmente quando colpisce la zona di giunzione tra l’endometrio e il miometrio.

L’adenomiosi può rendere difficile il concepimento per i seguenti motivi:

  • Cambiamenti nella forma e nelle dimensioni dell’utero.
  • Contrazioni uterine anomale che possono interferire con il trasporto degli spermatozoi e dell’embrione.
  • Minore ricettività endometriale, che può rendere difficile l’impianto.

Inoltre, l’adenomiosi uterina è stata associata a un maggiore rischio di:

L’adenomiosi può anche coesistere con l’endometriosi o con i miomi, pertanto richiede una valutazione personalizzata. Per questo motivo, presso Vida Fertility non consideriamo l’adenomiosi come un semplice riscontro ecografico, ma come una condizione che deve essere studiata individualmente prima di pianificare una FIV, un trasferimento embrionale o qualsiasi trattamento di riproduzione assistita.

Sintomi dell’adenomiosi

L’adenomiosi non sempre causa disturbi. Alcune donne non presentano sintomi o questi sono molto lievi, mentre altre manifestano sintomi che possono influire in modo significativo sul loro benessere e sulla qualità della vita.

I sintomi più comuni sono:

  • Mestruazioni molto dolorose (dismenorrea).
  • Mestruazioni abbondanti o più lunghe del solito (menorragia).
  • Anemia causata da un sanguinamento mestruale intenso.
  • Dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia).
  • Sanguinamento tra una mestruazione e l’altra.
  • Dolore pelvico o nella zona lombare.
  • Difficoltà a rimanere incinta.
  • Valutazione del volume uterino.
  • Esame della zona di giunzione endometrio-miometrio.
  • Identificazione di cisti miometriali o lesioni compatibili con l’adenomiosi.

L’intensità dei sintomi può variare da una donna all’altra e non sempre riflette il grado di adenomiosi.

Dopo la menopausa, i disturbi tendono a diminuire a causa del calo dell’attività ormonale.

Tuttavia, in caso di mestruazioni molto dolorose, sanguinamenti abbondanti o problemi riproduttivi, è consigliabile sottoporsi a una valutazione ginecologica per identificare la causa e stabilire il trattamento più adeguato.

Dr. Sergio Rogel haciendo una ecografía basal

Come si diagnostica l’adenomiosi? Esami per l’adenomiosi:

Il primo passo consiste nell’effettuare una visita ginecologica specialistica. A seconda del singolo caso, l’esame può includere:

Secondo il dott. Rogel «L’analisi dei trattamenti precedenti e della risposta della paziente può farci sospettare la presenza di adenomiosi, così come sintomi quali sanguinamento mestruale abbondante o dolore pelvico. Tuttavia, questi dati anamnestici sono solo indizi di sospetto e non consentono di confermare la diagnosi da soli; devono essere integrati con esami di imaging e una valutazione ginecologica specialistica».

Questi sono alcuni dei metodi che consentono di diagnosticare l’adenomiosi; tuttavia, in alcuni casi, possono essere richiesti ulteriori esami, sempre a discrezione del medico.

L’adenomiosi ha una cura? Trattamento dell’adenomiosi prima del trasferimento embrionale

Il trattamento dell’adenomiosi deve essere personalizzato. Non tutte le pazienti necessitano dello stesso approccio e non tutti i casi hanno lo stesso impatto sulla fertilità.

Presso Vida Fertility, il protocollo medico può includere diverse strategie a seconda della gravità, dei sintomi, dell’età della paziente, degli embrioni disponibili, della riserva ovarica, dei precedenti di fecondazione in vitro e del tipo di trasferimento previsto.

Tra le opzioni che l’équipe medica può valutare figurano:

  • Trattamento ormonale preliminare per ridurre l’attività dell’adenomiosi.
  • Protocolli con analoghi o antagonisti del GnRH in casi selezionati.
  • Terapie combinate in pazienti con adenomiosi grave, precedenti fallimenti di impianto o iperestrogenismo persistente.
  • Valutazione chirurgica o isteroscopica in caso di lesioni focali, cistiche o refrattarie, purché possa apportare un beneficio riproduttivo.

L’obiettivo non è applicare un protocollo standard a tutte le pazienti, ma migliorare le condizioni uterine prima del trasferimento e ridurre, ove possibile, i fattori che possono ostacolare l’impianto o l’andamento della gravidanza.

Adenomiosi nelle pazienti sottoposte a fecondazione in vitro (FIV)

Nelle pazienti con adenomiosi che stanno per iniziare un ciclo di FIV, il trattamento deve essere adattato all’estensione della malattia, ai sintomi e alla storia riproduttiva.

La preparazione prima del trasferimento embrionale può includere farmaci per ridurre temporaneamente l’attività ormonale e l’infiammazione associata all’adenomiosi.

Studi recenti stanno valutando se la combinazione della soppressione ipofisaria con trattamenti che modulano l’azione degli estrogeni possa migliorare la risposta uterina e favorire la gravidanza.

Tuttavia, queste strategie non sono indicate per tutte le pazienti e devono essere valutate su base individuale.

Adenomiosi e fallimenti dell’impianto

Le ultime ricerche condotte sull’adenomiosi mettono in particolare relazione l’alterazione della zona di giunzione tra endometrio e miometrio con una possibile riduzione della ricettività endometriale.

Pertanto, in caso di ripetuti fallimenti di impianto (compresi i casi in cui non si ottiene la gravidanza dopo il trasferimento di embrioni euploidi), è opportuno valutare la presenza e l’estensione dell’adenomiosi.

Il trattamento può essere farmacologico e, in casi selezionati, chirurgico. La decisione deve tenere conto dei sintomi, dell’ecografia, dell’età, dell’anamnesi riproduttiva e del trattamento di fertilità previsto.

Una diagnosi accurata consente di preparare l’utero e pianificare il trasferimento embrionale in modo personalizzato, sebbene nessun trattamento possa garantire l’impianto.

Domande frequenti sull’adenomiosi e la riproduzione assistita

Il dott. Sergio Rogel risponde:

È possibile rimanere incinta se si soffre di adenomiosi?

Sì, è possibile rimanere incinta anche in presenza di adenomiosi. Tuttavia, l’adenomiosi può influire sull’impianto embrionale, aumentare il rischio di aborto o complicare l’andamento della gravidanza, specialmente quando colpisce la zona di giunzione tra l’endometrio e il miometrio.

Il suo impatto dipende dall’estensione, dalla localizzazione, dai sintomi e dalla storia riproduttiva di ciascuna paziente.

È necessario trattare l’adenomiosi prima di un trasferimento embrionale?

Non sempre, ma nelle pazienti con adenomiosi moderata o grave, sintomi significativi, aborti ricorrenti o precedenti fallimenti di impianto, l’équipe medica può raccomandare un trattamento preliminare per migliorare le condizioni uterine prima del trasferimento.

Qual è il trattamento migliore per l’adenomiosi se desidero rimanere incinta?

Non esiste un unico trattamento valido per tutte le pazienti. La strategia può includere terapia ormonale, preparazione endometriale personalizzata, trasferimento differito, intervento chirurgico in casi selezionati o protocolli combinati. La decisione dipende dalla gravità dell’adenomiosi, dall’età, dalla riserva ovarica, dagli embrioni disponibili e dalla storia di fertilità.

Soffri di adenomiosi e stai cercando di rimanere incinta?

Se ti è stata diagnosticata l’adenomiosi e stai cercando da tempo di rimanere incinta senza riuscirci, è consigliabile sottoporsi a una valutazione specialistica prima di iniziare un trattamento di fertilità.

A Vida Fertility esaminiamo il tuo caso in modo personalizzato per valutare l’impatto dell’adenomiosi sulla tua fertilità.

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